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Il Piano del centro storico di Trieste. Il nodo irrisolto del borgo Franceschino
Objavljeno: 13.09.2020 u Objavljeno: 13:25
In primis la schedatura ha incluso la possibilità di abbattere 300 edifici; e di rimodellare radicalmente l’interno di altri 500
Trieste - A partire da lunedì 7 settembre verrà adottato il nuovo Piano particolareggiato del Centro storico di Trieste, dalla cui formulazione deriverà la tutela dell’eredità storico-architettonica del capoluogo giuliano. Ci saranno trenta giorni da quel lunedì per esprimere critiche od osservazioni; alla cui scadenza il Piano potrebbe venire discusso in aula per apportare modifiche o bocciature. Si tratta di un passaggio storico, perchè nel bene o nel male, il precedente Piano Semerani era rimasto in vigore per quarant’anni, dal lontano 1980.
Il precedente luglio 2019 erano state rese note le linee guida principali che introducevano quale novità la possibilità di abitare i sottotetti e utilizzare le terrazze e i tetti degli edifici storici. Una decisione che si scopre ora “fortunata”, perché a seguito del lockdown i pochi che comprano casa desiderano avere o un giardino o una grande terrazza, onde non dover soffrire tra i quattro muri di un appartamento.
In quest’ambito che potremmo definire “delle minuzie” è previsto anche un Piano del Colore
Il Piano, nonostante il censimento di oltre 1621 edifici tra la città “murata” (centro storico romano-medievale-moderno) e i tre borghi imperiali (Teresiano, Giuseppino e Franceschino), presenta però alcune problematicità nei cui confronti si stanno mobilitando le associazioni di tutela culturale, quali Italia Nostra.
In primis la schedatura ha incluso la possibilità di abbattere 300 edifici; e di rimodellare radicalmente l’interno di altri 500. Secondariamente sembra mancare un’adeguata tutela degli esercizi commerciali storici; con il pericolo di una modifica degli arredamenti interni o della presenza di insegne che stravolgano il panorama cittadino. Tasto dolente e – a quanto sembra – altrettanto ignorato è la pavimentazione urbana: il nuovo Piano dovrebbe includere la protezione dei masegni (o la loro ricollocazione) evitando che siano rimossi assieme ad altri elementi storici facenti parte delle strade.
In quest’ambito che potremmo definire “delle minuzie” è previsto anche un Piano del Colore, predisposto dal Comune per evitare scelte cromatiche “bizzarre”; ma sarebbe necessario garantire anche nei diversi interventi sulle parti in pietra e in intonaco l’uso di restauratori professionali onde garantire la qualità dell’operato.
Nel Piano particolareggiato del centro storico sono compresi due borghi su tre: quello Teresiano e Giuseppino, ma non il Franceschino
Il PRGC vigente (5 maggio 2016) che regola la pianificazione generale comunale aveva inoltre confermato un grave errore compiuto dalla Variante n. 66, ancora nel 1997: sono infatti compresi nel Piano particolareggiato del centro storico due borghi su tre: quello Teresiano e Giuseppino, ma non il Franceschino. Questo continua a essere tutelato solo parzialmente, senza riconoscerne l’unitarietà di grande quartiere progettato da Francesco II d’Asburgo come un fratello “maggiore” di quello teresiano. Basti pensare ai suoi tanti caffè, così come alla storica passeggiata di Domenico Rossetti lungo l’Acquedotto (oggi Viale XX Settembre) e ai suoi teatri storici (1817-1827). Una parte del borgo, è vero, è sotto tutela, ma affinché sia realmente recuperato occorrerebbe considerarlo come un tutt’uno funzionale. Fino a quando non si realizzerà ciò il borgo Franceschino continuerà a essere mutilato delle sue componenti storiche, attraverso continue ristrutturazioni edilizie.
Fonte: Trieste All News