Nakon brutalnog incidenta na plaži Kempinski, oglasili se vlasnici susjednih parcela
Altra calenda greca
Objavljeno: 26.02.2021 u Objavljeno: 09:04
E la riva?
Ad calenda graecas… almeno a giudicare dalla targa del cantiere. Infatti manca addirittura l'anno di conclusione dei lavori che tra tutte le date fornite, non compare affatto. Parliamo dei lavori di ristrutturazione della rete idrica presso la Riva umaghese, lavori che, seppure sembrino sovradimensionati quando si parla della sola infrastruttura idrica, andranno ad interessare tutto l'arredo ambientale. L' intervento iniziato a gennaio , gravera' sul lungomare per un po' di tempo…un tempo ancora da definire sembra. Indubbiamente il municipio non vuole ripetere le previsioni di Via E. Miloš, dove gli iterventi al ''patocco'' dovevano finire il 30 gennaio, invece…nisba! Finora interventi come Piazza Primo maggio, non solo non sono stati completati come da programma, ma nemmeno gli stessi lavori non sono affatto partiti con la data prestabilita, facendo dei trasparenti inneggianti all'inizio degli stessi lavori, una sorta di perenne caricatura in loco. Quasi uno scherzo ai piu'. Idem con il progetto della scuola media. Ad Umago le date non sono il forte dell'amministrazione locale. Sembra trasparire da qui la prudenza che ha ommesso alla cittadinanza la data di consegna di questi e altri lavori. Ma se neanche il municipio lo sa, chi sapra' mai quando la citta' riavra' la sua riva? Come sempre accade, dato che un po' tutto da queste parti verte attorno alla fatidica stagione turistica estiva, c'e' da pensare che la bella passeggiata sara' a disposizione di utenti e turisti entro il mese di giugno. L'unico problema sara' l'anno…Frate Indovino indubbiamente lo sa.
Disagi per i possessori di natanti
La bella riva, inoltre, al momento non puo' addivenire alle esigenze dei locali e ancora di meno a quelle dei possessori di natanti che hanno dovuto sloggiare con tanto di armi e bagagli al seguito. Al momento, gli amanti delle pesca sportiva, si sono dovuti portare via anche le cosi' comode scalette fatte da loro stessi per scendere nei loro natanti. Chissa' se potranno rimetterle? Piu' no che si, dato che seppure queste persone paghino regolarmente l'ormeggio comunale, una parte dell'area demaniale in questione verra' riservata a terzi, ovvero alle operazioni da diporto. In quella che viene definita una citta' nel pieno del suo sviluppo, ci si sta dimenticando di questa categoria di cittadini che non sono pochi. Inoltre, la citta' che si sviluppa, non ha mai provveduto a dare agli amanti della pesca sportiva, un'area adibita alla manutenzione delle proprie barchette. Non parliamo del punto per issare a secco tali natanti che, seppure in realta' ci sia, troppe volte non risulta utilizzabile a causa delle ire dei ristoratori locali e anche per l'assenza di argani e carrucole adatte. Non resta che munirsi di rimorchio per le barche, veicolo al seguito che non tutti si possono permettere. Anche questo e' uno dei motivi della graduale scomparsa della vetusta tradizione della battana locale, imbarcazione che ha bisogno di tanta cura in piu' rispetto alle barche in vetroresina. Ovviamente una citta' dal vertiginoso sviluppo, non bada certo a quisquilie e pinzillacchere come queste…
di
mr. Maurizio Rota